Intervento di Mons. Luciano Monari sull’ICFR
(Convegno del Clero del 2 settembre 2008)


Quando sono venuto a Brescia ho trovato avviato il progetto di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. E su questo progetto ho riscontrato molti consensi e qualche critica. Desidero allora chiarire la mia posizione. 

Che esista un problema dell’iniziazione cristiana è fuori discussione; lo vedrebbe anche un cieco alla semplice considerazione che siamo passati da una società culturalmente cristiana a una società culturalmente secolare. Che una mutazione così profonda possa andare senza trasformazioni sulle modalità di iniziare alla fede non è pensabile. D’altra parte questo è stato detto apertis verbis nell’Assemblea dei Vescovi dedicata al problema. 
È evidente che dobbiamo percorrere vie nuove e che queste vie nuove debbono avere un’ottica catecumenale di iniziazione all’esperienza cristiana globale, non solo catechistica; debbono coinvolgere le famiglie perché solo loro sono in grado di accompagnare efficacemente i ragazzi alla maturità di fede; questi progetti debbono muoversi con una certa indipendenza dallo schema scolastico perché le esperienze dei ragazzi dal punto di vista della fede saranno sempre più differenziate e richiederanno tempi e modi differenziati difficili da ricondurre a uno schema prefissato.
La proposta bresciana prende atto di questa situazione e propone un cammino serio e preciso nelle sue mete, nei suoi passaggi. È una scelta perfetta? Sarebbe stolto dirlo; nessuno è oggi in grado di anticipare il futuro e definire con esattezza le scelte necessarie. È chiaramente una proposta motivata e organica. Per questo ho abbracciato senza riserve il progetto e mi propongo di sostenerlo con decisione. Ripeto: non dico che sia perfetto. Dico, però, che risponde a un bisogno autentico e vi risponde in modo pensato e intelligente.
Tra qualche anno si potrà fare una verifica e completare o correggere quello che apparirà non adeguato. Ma se adesso non c’impegniamo con tutte le nostre forze in questo progetto, non sapremo mai se è giusto o sbagliato o in quali parti sia da correggere o da migliorare. È sempre così nella vita: se uno non s’impegna seriamente in quello che fa, non saprà mai se deve fare quello o qualcos’altro. I riscontri che finora ho avuto da chi ha attuato il progetto sono molto positivi. Non miracolosi, certo, ma nessuno può pretendere un successo totale della iniziazione alla fede in una società come la nostra dove una buona percentuale delle famiglie è in crisi o non vive coerentemente la fede. Mi sembra, però, che le famiglie dei credenti si siano svegliate e stiano assumendo una responsabilità più consapevole nei confronti della fede dei figli; e questo mi sembra un ottimo risultato.

 


 

Iscrizione Newsletter

2012-02-01 09:00: Item Title of Your event
: 2012-02-30 20:58