Ciao, sono una ragazza di 11 anni: il giovedì pomeriggio alle 15:30

ho un appuntamento speciale al quale

non voglio mai rinunciare: vado a Villa Elisa a rallegrare  i nonni!

Quando entro a Villa Elisa sono felice

perché ho scoperto che è bello regalare del tempo

a quelli che si sentono soli.

Mi sono accorta che aiutando gli altri sto meglio

e questo ho voluto comunicarlo alle mie compagne

che si sono lanciate in questa avventura!!! (Martina)

Ogni giovedì ho un appuntamento molto speciale:

vado a Villa Elisa con altre ragazze a rallegrare i nonni.

Con loro parliamo e ci divertiamo. È bello vederli

ridere quando arriviamo ed è bello vedere

che si ricordano di noi, dandoci nomi strani.

Credo che sia un posto proprio 
speciale a cui non posso proprio rinunciare.

Da lì si esce gioiosi e soddisfatti di quello

che si è fatto! (Sara B.N.)

L’esperienza di Villa Elisa è bellissima! Si dona tanto affetto ma in cambio se ne riceve il doppio. Che gioia quando uno dei nonni ti prende la mano e ti ringrazia! Io aspetto il giovedì sempre con impazienza perché ormai con alcuni anziani si è stretto un forte legame. Tanti di loro sono lì abbandonati a se stessi. È per questo motivo che andiamo da loro, per fare in modo che non si sentano più nonni di nessuno ma di ciascuno di noi.  (Chiara S.)

Andare a Villa Elisa è un’esperienza formidabile. Stare con i nonni, ascoltare le loro storie, prendersene cura, mi fanno sentire importante per loro e, non smetto di andarci perché so che loro hanno bisogno di me ed io, di loro. Il nostro favoloso gruppo cerca di tirare fuori la felicità a questi nonni, donandogli anche semplicemente un sorriso o dandogli la mano per farli sentire protetti. Alcuni di loro ci parlano, altri ci sorridono, altri ci baciano le mani ed altri ancora ci mandano via dicendoci di obbedire ai genitori. Qualunque cosa ci dicano però, noi ci andiamo lo stesso, perché sappiamo che ci aspettano. Qualsiasi cosa faccia con loro mi fa sentire una persona migliore perché so di aver aiutato chi ha bisogno veramente. A Villa Elisa ho imparato cosa vuol dire “è più bello dare che ricevere”! (Chiara A.)


Per me questa esperienza rappresenta l’incontro con Gesù attraverso il sorriso, lo stringersi di mani e i piccoli gesti che fanno gli anziani. Anche se non sono realmente miei parenti, per me ognuno di loro è un po’ come il mio nonno o la mia nonna e gli voglio davvero bene! (Elisa N.)

Secondo me andare a Villa Elisa è un’esperienza bellissima. Mi piace molto. Non dimenticherò mai la felicità che ho provato nel vedere degli anziani sorriderci e guardarci come se fossimo per loro il bene più prezioso al mondo. È un’esperienza davvero stupenda! (Mara B.)

Dalla morte di mia nonna ho cominciato a desiderare di dedicare il mio tempo ai simpatici nonni di una casa di riposo. La prima volta che sono andata a Villa Elisa ero agitata e pensavo: “cosa farò? Che cosa dirò?”. Ma la mia amica Chiara mi ha subito aiutata e mi sono 
divertita tanto. È un’esperienza bella e istruttiva e lì sono tutti simpatici e socievoli. Insomma, in poche parole, è un’esperienza bellissima che mi accompagnerà sempre! (Beatrice R.)

L’avventura di Villa Elisa è un’esperienza fantastica perché riesco ad aiutare e ascoltare persone anziane più bisognose di altre. (Giulia P.)


Il termine “volontariato” è difficile da definire, se non per alcune caratteristiche peculiari, quali la gratuità e la solidarietà verso i bisognosi. I volontari sono persone che, in base alla loro motivazione, mettono a disposizione gratuitamente il proprio tempo e le proprie competenze provando a dare risposte concrete alle esigenze dei più deboli; essi prestano un servizio libero e disinteressato per motivi di pubblica utilità, in particolare per le necessità sociali di persone fragili

come gli anziani. Le caratteristiche principali di un volontario sono, la solidarietà, ossia il superamento di chiusure, egoismi e conflitti; la gratuità, ossia la donazione personale senza tornaconto o interesse alcuno; la condivisione, cioè l'offerta di qualcosa di sé e non una semplice elargizione o carità; l'universalità e il pluralismo, quindi l'apertura a tutti e a tutto; la concretezza e la creatività, cioè l'attenzione ai bisogni e al loro evolversi, dando risposte precise e adeguate; la preparazione, sia sul piano della formazione professionale che su quello tecnico, perchè con la vita delle persone non si improvvisa; la continuità. All'interno della Residenza Socio Assistenziale Villa Elisa, c'è stata una formazione dei volontari per migliorare la qualità del loro servizio nella struttura, attraverso incontri tenutesi presso la Parrocchia delle Sante B. Capitanio e V. Gerosa. Il programma di questi incontri verteva su alcuni temi come: gli utenti (l'invecchiamento della popolazione e le modifiche del tessuto sociale; l'evoluzione dei bisogni sanitari, sociali, economici;

l'autonomia come criterio di riferimento per lo stato di salute; le malattie croniche/invalidanti; la qualità e l'ottimizzazione dei costi); la rete dei servizi (a bisogni diversi, risposte diverse; nuovi luoghi per nuove accoglienze; il ricovero come casa); il personale (la formazione; il lavoro; il gruppo); la presa in carico dell'ospite (la storia personale; la storia sanitaria; il PAI, obiettivi e azioni personalizzate). Gli incontri sono stati condotti da due ASA, una caposala, un medico, un'animatrice e una fisioterapista. I volontari, formati, hanno apprezzato questa serie di interventi

e tuttora chiedono informazioni alle diverse figure professionali, riguardo ai bisogni degli ospiti e al funzionamento della struttura. Importante è la loro presenza all'interno della struttura, poiché aiutano gli operatori in alcune attività di lavoro, soprattutto durante i pasti (imboccando, dando da bere, preparando la merenda) e negli spostamenti con le carrozzine. Inoltre, i volontari hanno

collaborato e collaborano con l'animazione per feste ed eventi. Si è instaurato quindi un buon rapporto tra i volontari, gli operatori e le altre figure per un obiettivo comune: un'assistenza attenta alle esigenze degli ospiti. La RSA Villa Elisa ha, perciò, avuto giovamento dall'aiuto dei volontari che continuano a condividere le problematiche degli ospiti in difficoltà.


"Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri." Gv. 15,17 “Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo é stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo é debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo e ignobile
e disprezzato e ciò che é nulla per ridurre a nulla le cose che sono” 1° Corinzi. 1, 27-28 Dopo la scomparsa della mia cara mamma, in seguito ad una malattia che le procurò tante sofferenze, sentii e capii quanto era importante
che le persone che soffrono non debbano sentirsi sole, ma amate e sostenute. Da qui nacque in me il desiderio di aiutare le persone anziane e volentieri aderii alla proposta di don Palmiro, che, su invito dei responsabili  di Villa Elisa, stava organizzando un gruppo di volontariato a servizio degli anziani della Casa di Riposo. Ripercorro nella memoria il
tempo passato, ricordando i primi approcci con i pazienti: davanti ai miei occhi vidi tante persone, tutte con caratteristiche diverse, dovute alla malattia e all’invecchiamento. Avrei voluto scappare, perché l’impatto era troppo
forte. Chiesi allo Spirito Santo l’aiuto per superare Ia prova e lo scoraggiamento si tramutò in impegno e voglia di fare. Quanti ospiti ho incontrato in questi anni, ognuno con un volto e una storia diversi! Chi aveva gli occhi spenti,
chi uno sguardo perduto nel vuoto e tutti richiedevano tenerezza e attenzione. Basta una carezza e chiamar per nome con rispetto per dare loro la dignità di persone, come tali creature di Dio. Non ascoltare il dolore dell’altro non solo è una mancanza, ma soprattutto è perdere un’opportunità di crescita e di maturazione personale nell’amore e di
grazia per la comunità. Dio può operare una svolta nella storia della salvezza proprio attraverso la fragilità dei corpi deboli e anziani. Molti ospiti da noi assistiti nel corso degli anni hanno raggiunto la Casa del Padre, abbiamo appreso la scomparsa di ognuno di loro con tristezza, ma consapevoli che il Signore ha il potere sulla vita e sulla morte, accettare la realtà della morte ci insegna ad amare la vita e a valorizzarla. Quante volte davanti a queste persone ho riflettuto sul senso della vita e della fede: il tanto affanno, i tanti egoismi, la tanta cattiveria e la tanta superficialità del mondo mi hanno fatto capire che la fede senza la carità e le opere è morte per i cristiani. Nella debolezza della malattia e nei limiti che la terza età comporta, l’aiuto dato in nome di Gesù è segno del sopravvento del bene sul male. Sono passati dieci anni e il gruppo, diventato esiguo, continua la sua opera con impegno e responsabilità,consapevole che ognuno di noi non fa questo per se stesso, ma in nome di Qualcuno molto più grande. Siamo ben inseriti, oltre che tra gli ospiti, anche tra il personale con cui condividiamo l’amicizia,
cerchiamo di renderci utili nel rispetto e nella fiducia reciproca, comprendendo la fatica fisica ed emotiva del loro servizio.

Etiene

 

 

Anch’io, come mia moglie, faccio il volontario a Villa Elisa. In tutti questi anni ho incontrato tante persone, ma ne voglio ricordare una che, nonostante la sua disabilità fisica, è davvero speciale. Nella sua stanza le pareti sono coperte di fotografie, cartoline, santini e libri. E’ una persona informata su tutto, sa sostenere bene il dialogo e mi accoglie sempre con un sorriso. La simpatia è quindi reciproca.

Azio

 

 

La mia esperienza di volontariato a Villa Elisa e recente (sono solo al secondo anno), ma posso già dire che sono contenta. L’impegno è minimo e non serve essere degli esperti, basta esserci: con la presenza, l’attenzione, una parola gentile, una carezza. I nostri anziani si accontentano di poco e rispondono con un sorriso. Ed è questo che mi dona lo spirito giusto per rivolgermi a loro. All’inizio pensavo di dover "fare" di più. Poi mi sono accorta che davvero la gioia reciproca sta nelle piccole cose. Dare loro da mangiare può essere un pretesto per porci un po’più vicino, farli sentire meno soli e più amati. Quando esco da Villa Elisa, sono sorridente anch’io e con una marcia in più: e ho fatto così poco! Che sia vero... che è nel dare che si riceve?

Elena

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2012-02-01 09:00: Item Title of Your event
: 2012-02-30 20:58